"...ho imparato a sognare quando inizi a scoprire che ogni sogno ti porta più in là...Cavalcando aquiloni,oltre muri e confini,ho imparato a sognare da là...Quando tutte le scuse per giocare son buone,quando tutta la vita è una bella canzone...C'era chi era incapace a sognare e chi sognava già..."
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Nome: Stefania
Chi sono non lo so:scrivo per scoprirlo,non per mostrarmi. Ho bisogno di darmi un volto,un colore,sensazioni.. Ho bisogno di sentire forte l'urlo delle mie emozioni,scrivendo,non la delicatezza delle parole.Non voglio pagine di bellezza,solo pagine di me..
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"Basta...
Mi incammino e mi sento un piccolo frammento di umanità...
Ho percorso della strada, con la testa calpestata
dai commenti sul mio corpo, sporchi...
E mi sento una rabbia secolare, fatta di reclusioni, paure, traumi e fughe...
Quando scende la consapevolezza prendo a calci me stessa.
Non ti accorgi che succede, sono morsi i tuoi problemi
e la mente non va avanti..."
"Basta" Gianna Nannini
Ho dovuto tirare le lacrime per i capelli perché uscissero. Neanche piangere è più così automatico... neanche parlare. Ogni mia parola è diventata la conseguenza di una pianificazione a tavolino, un atto studiato. Per ottenere attenzione, ascolto. Per cercare di entrare al meglio nella mia nuova pelle e in quella degli altri, attorno a me, inclini alle più inaudite metamorfosi.
Ma questo è davvero il mio ultimo sforzo.
Non riesco più a fare buon viso a cattivo gioco.
Non riesco più a compiacere gli altri. Vorrei, invece, essere compiaciuta, una volta tanto.
Ho smesso di essere "pieghevole" come una sedia di plastica, duttile come plastilina. Ho smesso di far uscire fuori la superficialità, e rinchiudere dentro la personalità. Basta.
Basta
- al dissenso non manifestato;
- ai bocconi amari da ingerire in silenzio, al veleno da tenere dentro, perché "essere permalosa è grosso difetto, Stefania, ricordalo, eh!";
- all'essere "conciliante", umile, tranquilla per non rovinare l'andamento della conversazione, ferire qualcuno, guastare i miei rapporti con gli altri;
- all'ipocrisia e falsità, ai "contentini" che mi vengono somministrati a palate, a coloro che promettono di ascoltarmi e non resistono neppure un minuto sulla scia delle mie parole;
- al ridere, scherzare, parlare, quando non ne ho alcuna voglia.
E via libera
- all'ingratitudine, alla verità anche quando fa male, la servirò su un piatto d'argento, schietta e diretta, con educazione ma senza delicatezza, come troppe volte è stato fatto con me;
- all'apatia, se necessaria;
- agli spigoli che non voglio più nascondere;
- alle opinioni, al pensiero, all'intelligenza, ma solo con coloro a cui "non pesa", né risulta faticoso/ stupido/ stressante riflettere;
- alla freddezza con chi ne merita, alla dolcezza, con chi ne ha per me; alla vicinanza delle persone che adoro e alla distanza tra me e chi non mi piace. Nessuno mi deve piacere per forza, nessuno.
Via libera a tutto il nero che c'è dentro di me, e che io oggi converto in luce.
