Ho imparato a sognare

"...ho imparato a sognare quando inizi a scoprire che ogni sogno ti porta più in là...Cavalcando aquiloni,oltre muri e confini,ho imparato a sognare da là...Quando tutte le scuse per giocare son buone,quando tutta la vita è una bella canzone...C'era chi era incapace a sognare e chi sognava già..."

Eccomi

Utente: AdelaRamos
Nome: Stefania
Chi sono non lo so:scrivo per scoprirlo,non per mostrarmi. Ho bisogno di darmi un volto,un colore,sensazioni.. Ho bisogno di sentire forte l'urlo delle mie emozioni,scrivendo,non la delicatezza delle parole.Non voglio pagine di bellezza,solo pagine di me..

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lunedì, 25 aprile 2005

 "Discendo da una stirpe nota per il vigore della fantasia e l'ardore della passione.

Gli uomini mi hanno definito pazzo, sebbene non risulti ancora chiaro se la pazzia sia o no

il grado più alto dell'intelletto e se molto di quanto dà gloria e tutto ciò che rende profondi

non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione dello spirito, a spese dell'intelletto, in genere.

Coloro che sognano ad occhi aperti conoscono molte cose

che sfuggono a quanti sognano solo dormendo.

Nelle loro visioni annebbiate, essi colgono sprazzi di eternità e tremano, svegliandosi,

al pensiero di essersi trovati al limite del grande segreto..."

"Eleonora" Edgar Allan Poe

Il coperchio sul mondo di Charles

Credo di sapere cosa significa Spleen, sai...?

E' quello di quei giorni in cui fantasmi di alberi, là fuori,

pungono il cielo con le loro braccia scheletriche

e l'azzurro riversa le sue lacrime radioattive,

a bucare la pelle, la terra.

Nemmeno la pioggia è pura, in un pomeriggio di Spleen...

Tengo le redini a fatica e penso a te

mentre intreccio i fili di storie diverse

per intravvedere nel mio arazzo multicolore

il volto di un Lui che non c'è.

Il mio cimitero è come il tuo, in fondo:

fitto di croci spesse, una vetrina degli errori, degli orrori.

Vi dormono anime uccise da me e dai miei falli,

mentre danzano vecchi suoni e profumi

nelle tombe che non ho dimenticato.

Spleen è quando il foglio è vuoto e l'anima piena,

la carta bianca e il cuore di un nero che spaventa.

Che mi trangugi la Pazzia, che mi sottragga al cancro della lucidità!

Non voglio essere né poeta, né normale per metà...

Voglio bere dal calice della Follia, come hai fatto tu,

calare la maschera argentea e deporre l'inutile travestimento.

Ho assaggiato i tuoi pensieri, affamata di fantasia e sensibilità,

ed era come guardare i miei da uno specchio trasparente...

Ho capito di non essere sola...

Il nettare dolce dei tuoi fiori del male ha bagnato le mie labbra

e mi è piaciuto, Charles...

Il tuo coperchio pesante sul mondo è diventato il mio

e adesso ne dividiamo il peso... in due.

 

Postato da: AdelaRamos a 21:51 | link | commenti (2) |
spleen

venerdì, 08 aprile 2005

"...Ricorda tu sei quello che non c'è quando io piango

e tu sei quello che non sa

quando è il mio compleanno,

quando vado nel buio...

...Ma come posso dare l'anima e riuscire a credere

che tutto sia più o meno facile quand'è impossibile..?

Volevo essere più forte di ogni tua perplessità

ma io non posso accontentarmi

se tutto quello che sai darmi è un amore di plastica..."

"Amore di plastica" Carmen Consoli

Un alito di vento sulle palpebre socchiuse, come una sorta di carezza mordace che si insinua tra le ciglia... E' un invito a riversare lacrime vecchie sul pendio delle guance, dal precipizio degli occhi, accecati dalla polvere. Ma io non cederò...

Lasciami barricata qui, tra l'oscurità, i vetri, le scartoffie, figlie di un'ispirazione presa a sassate e il freddo, che, infido, penetra da sotto il mio portone, portone di ferro. Non voglio essere salvata, non ho bisogno che tu mi venga a prendere, non più... Lentamente, ti avevo lasciato scivolare nella mia voragine nera, perché volevo che fossi tu a colorarla di luce e vita. Speravo che avresti acceso per me una candela profumata, una di quelle che mi piacciono tanto e, rubando il mio volto alla notte infinita, mi avresti detto, piano: "Sei bella...". In cambio avrei aperto per te tutti i miei cassetti stracolmi di stralci di parole, poesie, racconti mai terminati e abbandonati sulla carta bianca... non l'ho fatto mai con nessuno, il primo saresti stato tu, in barba a tutte le mie paure e insicurezze...

Il mio, con te, non è che un eterno volo di fantasia: balliamo stretti, nei miei sogni, hai imparato a guardarmi con quei tuoi occhi verdi che sembrano disegnati e nessun'altra cosa ti piace più di questa... I miei sogni non hanno paura del buio che ci fa compagnia, piove su noi una cascata di stelle a proteggerci, la musica del respiro si diffonde e il petto si gonfia ritmicamente, ad ogni nota di quest'adorabile sinfonia... 

Ma non potrò mai amarti in questo modo, 'Giò, perché tu non riesci ad amare me e non so perché ti ostini a provarci, è innaturale... Io voglio e posso spingere da sola questo pesante portone, voglio camminare verso il giorno e scoprire che, mentre ero prigioniera, fuori vibravano la vita e la speranza, che continuavano a tingere il mondo dei loro splendidi colori... Voglio riprendere la penna in mano, come prima, quando ero libera, portare fuori con me le mie scartoffie e SCRIVERE, non così...

Si accenderà una candela per me solo quando si spegnerà la tua fiamma...

...aspettami mondo e stringimi nel tuo caldo abbraccio quando tornerò...

 

 

Postato da: AdelaRamos a 22:50 | link | commenti (6) |
polvere